Giornata lavorativa di sei ore: fallimento o successo?

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Giornata lavorativa di sei ore

Fonte: massimolizzi.it

Più di un anno fa l’opinione pubblica venne scossa dall’iniziativa proveniente dalla Svezia. Il Paese scandinavo aveva istituito la giornata lavorativa di sei ore, un’idea rivoluzionaria per ampliare il tempo libero e assicurare maggiore serenità ai propri dipendenti. L’ennesima innovazione della Svezia, che ancora una volta si propone come Paese all’avanguardia e attenta al benessere del suo popolo, in realtà non è del tutto vera. Ne parlammo già nel nostro blog e già allora si parlava dei possibili benefici che ricevevano dipendenti e azienda.

I risultati dell’esperimento di Goteborg

Ora l’esperimento più interessante si è concluso e sono state analizzate le prestazioni. Ridurre l’orario lavorativo al personale sanitario diminuisce le richieste di permesso dal lavoro e i giorni di malattia. Inoltre, fa sentire meglio i dipendenti e migliora la cura riservata ai pazienti. Ma ha un costo economico non trascurabile per le aziende e sulla collettività. Queste le conclusioni dell’esperimento avvenuto a Goteborg. Ha visto coinvolti le infermiere di una struttura ospedaliera che sono passate da un orario di lavoro di otto ore al giorno a uno da sei, mantenendo inalterato lo stipendio. Per assicurare ai pazienti lo stesso trattamento, sono state assunte altre 15 infermiere, con un costo aggiuntivo di 600mila euro all’anno.

Le attività sociali con i pazienti

Non ci sono però solo effetti negativi. L’orario di lavoro ridotto ha avuto l’effetto di una diminuzione del 10 per cento dei permessi per malattia. Molte infermiere hanno iniziato a spendere più tempo del loro orario lavorativo per “attività sociali” con i pazienti. Quasi tutte hanno passeggiato all’aperto o giocato con i loro, attività particolarmente utili nella cura di quelli affetti da demenza. “Alla fine del turno di lavoro ero esausta, appena arrivavo a casa mi gettavo sul divano. Ma adesso no. Sono più attiva e ho più energia da spendere nel lavoro e con la mia famiglia”, ha riconosciuto Lise-Lotte Pettersson, un’infermiera di 41 anni che ha partecipato all’esperimento.

Ed il dibattito continua

Secondo altri rapporti, tuttavia, come riporta Bloomberg, l’esperimento è stato un fallimento perché anti-economico. “È troppo costoso estendere l’esperimento a tutte le strutture ospedaliere della città”. Queste le parole di Daniel Bernmar, un consigliere comunale di Goteborg. Tuttavia lo stesso politico ha precisato che deve ancora essere fatta un’attenta valutazione dei costi-benefici. Insomma continua il dibattito sul possibile inserimento di un orario di lavoro ridotto. Nel frattempo anche la Francia ne parla, ma puntando ad aumentare le ore. Il candidato di centro destra François Fillon ha proposto di tornare nel settore pubblico alle 39 ore settimanali invece delle 35 introdotte nel 2000.

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Claudio Cafarelli

Claudio Cafarelli

Classe '85. Fondatore e direttore responsabile di MaiDireCalcio, testata giornalistica sportiva. Istintivo sognatore napoletano, laureato in Economia e giornalista pubblicista per passione. Vivo sulla terra, ma il mare è il mio habitat naturale.
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