“Voglio scrivere per Vanity Fair”, per chi ama la scrittura in tutte le sue forme

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Voglio scrivere per Vanity Fair

ph angela grossi

Voglio scrivere: un sogno che si trasforma in realtà

Erica Vagliengo, giornalista, web writer nonché autrice del romanzo “Voglio scrivere per Vanity Fair”. L’abbiamo intervistata oggi per farci raccontare la sua storia e carpirle qualche segreto.

Erica parlaci un po’ di te, da dove sei partita, cosa ti ha ispirata, come sei arrivata a essere chi sei oggi?
Partiamo da chi sono oggi: una visionaria con i piedi per terra, un’inguaribile ottimista, una che, se sposa una causa, non demorde mai e fa di tutto per portarla avanti, una ex bambina anni ’80 che scrive e fa i video per svagare le sue coetanee, quasi quarantenni incasinate, pressate da capi maschilisti e retrogradi, mariti rompiscatole e genitori invadenti.
Il mio motto è: il meglio deve ancora venire. Scrivo da quando sono bambina. Alle elementari la maestra Teda mi predisse un futuro da scrittrice di Harmony (ci è andata vicino).
Nel 2007 ho scritto “Voglio scrivere per Vanity Fair” con lo pseudonimo di Emma Travet per fissare su carta un grande sogno. Dicono che se ci credi veramente e non ti arrendi, prima o poi si realizza quanto stavi inseguendo. Magari non proprio come vuoi tu, ma qualcosa di grande lo farai. E secondo me, io ci sono riuscita.

Non ho mai scritto per Vanity Fair, ma ho girato l’Italia, sono stata a New York, ho incontrato tante ragazze che mi hanno raccontato la loro storia, molto simile a quella di Emma T, si sono sentite capite e immedesimate nel personaggio. Questo è il mio più grande successo. Sono arrivata ad essere quella che sono oggi perché non ho mai mollato, anche nei periodi poco rosei, ho sempre pensato che ne sarei uscita e che avrei realizzato quanto avevo in testa: raccontare storie, interagire con le persone, comunicare.

Svelaci il segreto per riuscire a fare tutte queste cose e a farle bene. La tua giornata tipo?

Non so se le faccio bene o meno.  Ho scritto un post dal titolo: “Il multitaskitng ci ha fottute tutte”. Sarebbe ora di tornare a seguire una cosa per volta e a farla “a modino” come dicono i fiorentini. Ma per una donna è impossibile.
La mia giornata tipo varia: di solito mi alzo alle 7.30, porto i bambini a scuola, vado a prendere il caffè dalla mia amica Simona, visto che sono sempre rinco, essendo una persona che scrive fino a tardi. A seguire: commissioni, ufficio vintage dove giro i video, porto avanti il secondo romanzo e i lavori da copywriter. Pranzo spesso al Caffè Italia da Andrea (un bar molto ispirante che troverete nel nuovo libro), ritorno in ufficio e scrivo fino alle 19,00. A casa a far la governante, poi mi rimetto al pc fino all’una e mezza.
Appena posso prendo il treno e vado a Torino a “fare cose, vedere gente”, produrre nuovi contenuti per i social.

“Voglio scrivere per Vanity Fair”, il tuo romanzo d’esordio. Di cosa parla?
Voglio scrivere per Vanity Fair è la storia di una ragazza normale, come ce ne sono tante, che tra avventure e disavventure, con spirito di iniziativa, grinta e ottimismo segue le sue aspirazioni, cercando di realizzarle, nonostante tutto. Ma chiamo in causa Emma:

“Sono Emma Travet, ho 26 anni, abito nella ridente cittadina e lavoro come giornalista co.co.co nella redazione di New Mag e de La Voce del Monviso, giornalmente sfruttata dal mio capo, Mr Vintage (non perché sia cool, ma perché indossa solo capi datati che odorano di naftalina, come il suo pensiero). Sapete qual è il mio sogno? Scrivere per Vanity Fair, al quale invio da tempo il mio curriculum e diversi articoli. Prima o poi, almeno per sfinimento, confido che qualcuno mi risponda, per un quarto d’ora di colloquio. Per arrotondare il misero stipendio ho deciso di improvvisarmi copywriter/ufficio stampa (ri-go-ro-sa-men-te in nero), venditrice di borse e accessori sull’Internet, fotografa con il mio amico Wolfango: la nostra modella preferita è Nonna Olga Dionigia a cui scattiamo foto glam che spediamo a un web magazine inglese a cui piacciono contenuti strambi.
Nella mia vita non ci sono solo io, ma anche il neo marito Marco (precario sì, ma con stile pure lui), Lucilla e Agata, Tati, i miei genitori, Rahma del negozietto vintage, e tanti altri personaggi che rendono più sopportabili le mie giornate in provincia. Alla fine sono una ragazza normale, come ce ne sono tante, che tra avventure e disavventure, con spirito di iniziativa, grinta e ottimismo cerca di seguire le sue aspirazioni. Il mio motto è: non lasciare MAI nulla di intentato. Oltre a una splendida frase della Signorina Snob (Franca Valeri) : “Non mi manca  che far solletico all’Himalaya, poi le ho fatte tutte!”

Voglio scrivere per Vanity Fair

Illustrazione gioia corazza


In cantiere adesso c’è anche un nuovo romanzo e molto altro…

Il molto altro si può riassumente con: portare avanti la strategia di web marketing e personal branding in atto, finire il seguito e pubblicare il libro, organizzare eventi di promozione in autunno, far decollare i due e-commerce, continuare a interagire con il mio fantastico pubblico di ex bambine anni ’80, che vorrei invitare a un vintage party nel mio “ufficetto”, all’inizio dell’estate. L’obiettivo finale è riuscire a creare un piccolo business grazie al progetto emmat. Ma l’aspetto più importante è che io mi diverta a fare quello che ho creato da zero, che è partito come una visione anni fa… una visione in cui pochissimi hanno creduto e che ora è divenuta realtà.

Cosa puoi consigliare a tutti i nostri lettori che desiderano fare della scrittura il loro mestiere?
Di scrittura di libri non si vive, a meno che tu non sia un grande nome. Occorre trovare strade innovative, crearsi opportunità ancora da inventare. Tutto questo è possibile grazie a internet. Ed è quello che sto facendo con i miei video, nei quali racconto le storie che troverete nel prossimo, con la fiction journalism, un nuovo modo di fare cultura e giornalismo (nei video ti racconto il back stage delle mie interviste, i retroscena, un racconto nel racconto), con la ricerca di sponsor illuminati che sposino la mia causa, avendone capito il senso, con l’interazione con le ex bambine anni ’80 (il mio pubblico), che possono comprare abiti e accessori di emmat sul web (Depop e Blomming), venire a trovarmi per un caffè nell’ufficetto vintage, dove girare un video insieme.

Un regalo alle nostre lettrici.
Se vi iscrivete alla mia mailing list riceverete il primo capitolo del nuovo romanzo, in super anteprima!

Sarai al Salone del Libro di Torino. Dove possiamo trovarti?

Venerdì 13 pomeriggio sarò in giro con la mia amica/collega Blake B, per registrare la puntata del format “Scrittrici sabaude: pareri non richiesti” (seguitemi su Fb Emma Travet e vi darò le ultime news). Domenica 15 sera mi troverete, in veste da giornalista, alle 20.00 in sala arancio, a presentare con Giuseppina Sansone il libro di Stefano Sacchi “Il fascino indiscreto della scarsità”. Lunedì 16 parteciperò, con gran piacere al salotto tutto al femminile, con la giornalista Daniela Testa e altre due super donne all’avanguardia, alle 15.00, presso lo stand di AnsiTo2.
Passate, e fatevi riconoscere così ci prenderemo un caffè insieme!

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