Quale lavoro dopo l’università?

Quale lavoro

La scelta del percorso universitario

La scelta del percorso universitario è una decisione che incide profondamente sul percorso professionale che verrà poi intrapreso una volta terminati gli studi.
Per questo è utile, prima dell’iscrizione, capire quali sono le possibilità e gli sbocchi nel mondo del lavoro che ogni facoltà può potenzialmente offrire, ma anche valutare bene le proprie inclinazioni e interessi per non rischiare di trovarsi impantanati a studiare cose che non interessano affatto.

Lo scorso mese è stata presentata a Milano l’indagine “Gli universitari guardano al mondo del lavoro – Scelte e aspettative dei giovani italiani” condotta dall’Istituto Eumetra Monterosa e rivolto a rettori e associazioni universitarie.

Il primo dato evidente è l’aumento della competitività in un’ottica transnazionale dove è evidente che molti giovani provenienti dall’estero cercano lavoro nel nostro paese mentre molti altri giovani nostrani cercano fortuna aldilà dei confini. Ben l’84% degli intervistati infatti percepisce maggiori opportunità all’estero rispetto a quelle che potrebbero avere in Italia e già il 13% degli universitari italiani hanno fatto un’esperienza di studio o lavoro all’estero.
Le mete più ambite sono Germania (40%), Inghilterra (35%), USA (33%), Svizzera (14%), Australia (11%).

Emerge anche un elevato pessimismo che spinge ogni studente a cercare di migliorare al massimo le proprie competenze attraverso percorsi extrauniversitari che potrebbero rendere il loro profilo unico in mezzo a tanti.

Ci si è interrogati anche sull’importanza dello stage e su quanto pesi effettivamente questa esperienza nel trovare un lavoro una volta conclusi gli studi universitari.
Il 42% degli universitari italiani ha svolto uno stage, il 6% dei quali all’estero.
La metà di questi stagisti ha assunto un impegno di durata non superiore ai due mesi e il 31% lo ha fatto perché obbligatorio nel proprio piano di studi.
Emerge che ancora una volta il networking personale può fare la differenza, il 33% degli studenti infatti è riuscito a trovare il praticantato grazie alle proprie conoscenze, mentre il 31% tramite l’università. Un dato positivo è che l’83% di loro si è ritenuto soddisfatto della propria esperienza.

Nonostante questo, però, bisogna tenere in considerazione che al termine dello stage al 50% degli stagisti non è stata offerta alcuna posizione di lavoro collegata alla stessa esperienza o successiva ad essa e inoltre ben il 22% degli studenti ha svolto il proprio stage presso strutture o enti pubblici dove le assunzioni avvengono esclusivamente tramite concorso.

Da questa fotografia emerge la necessità da parte delle università di ridefinire al meglio i rapporti con il mondo del lavoro e quindi aumentare la qualità delle possibilità offerte ai propri studenti che dal canto loro devono programmare per tempo non solo il proprio percorso di studi ma anche le esperienze di lavoro ad esso collegate.

Alessandra Caputo

Alessandra Caputo

Mi occupo di editing, copywriting, letteratura e social media
Alessandra Caputo

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