Diventare preparatore atletico: passione, pazienza e amore per lo sport

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Emanuele Massarotti, 34 anni, preparatore atletico in numerose discipline sportive, lo abbiamo intervistato oggi per farci raccontare come si diventa un personal trainer di successo.

Emanuele come sei diventato preparatore atletico? Qual è il tuo percorso?
Provengo da una famiglia di atleti e per questo ho iniziato a fare sport già dall’età di 3 anni. A 14 poi ho iniziato ad allenarmi con i pesi in palestra per poter migliorare nei numerosi sport che già praticavo.
E’ attraverso gli studi che sono riuscito ad affermare la mia passione.
Mi sono diplomato infatti come preparatore atletico e personal trainer, ottenendo oltre 50 brevetti nel settore sport e fitness.
Inoltre sono laureato in Economia con indirizzo “Sport e Marketing”, studi che ho svolto prevalentemente a Londra.
Da giovanissimo quindi già allenavo atleti professionisti in diverse discipline sportive.

DIXFIT è un metodo di allenamento che tu stesso hai inventato. Di cosa si tratta? Quanto è importante la creatività in questo mestiere?
DIXFIT è un innovativo metodo d’allenamento che si basa  sul connubio creativo tra la preparazione atletica di 10 sport (precisamente macro aree sportive) e la pratica fitness.  L’uomo moderno, per sua natura, tende ad annoiarsi nella ripetizione continua di una sola disciplina, soprattutto sul lungo periodo, abituandosi  in modo passivo a un tipo di allenamento che lo porta poi a svolgerlo senza ottenere risultati. Il grande vantaggio di DIXFIT è che grazie alle sue combinazioni è possibile migliorare sia da un punto di vista estetico che nelle molteplici discipline sportive divertendosi allo stesso tempo.

Quali sono le principali difficoltà che può incontrare un preparatore atletico?
Spesso esiste un pregiudizio comune sui personal trainer, che li definisce banalmente come dei cultori del corpo, ma la realtà è molto diversa.
Se si vuole svolgere questo lavoro ad altissimi livelli bisogna avere una conoscenza davvero ampia in numerose discipline come l’allenamento, l’alimentazione, la fisiologia, l’anatomia e la psicologia.
Una delle maggiori difficoltà è proprio quella di far emergere il tuo valore aggiunto rispetto ai tanti personal trainer che ci sono, per distinguersi bisogna essere degli ottimi atleti polisportivi, dalle ampie vedute.
Personalmente mi rivolgo a più target di persone, aumentando in questo modo le mie possibilità di guadagno.
Un top trainer inizia a lavorare alle 6 del mattino, con i clienti che si allenano prima dell’ufficio, e termina alle 22. E’ un lavoro che richiede molta resistenza. Dopo aver allenato dalle 10 alle 12 persone al giorno deve eseguire anche gli allenamenti personali, circa due volte al giorno, inoltre deve stare attentissimo a ciò che mangia e appena ha tempo libero deve studiare per aggiornarsi.

E invece gli aspetti positivi del lavoro da preparatore atletico?
Sicuramente la possibilità di conoscere tante persone diverse. Ognuna con una storia, con una vita da raccontarti. L’ambiente sportivo è intrinsecamente positivo e pieno di energia. E’ la mia più grande passione e posso praticarla e insegnarla tutto il giorno, personalmente è davvero una grande soddisfazione.

Cosa consigli a tutti quei lettori che vogliono fare il preparatore atletico? Da dove iniziare? E come continuare?
Il mio consiglio è anzitutto quello di iniziare solo se si ha davvero grande passione e si è armati di una pazienza smisurata!
Poi è basilare iscriversi a un corso serio per personal trainer e specializzarsi in una o più discipline.
Allo stesso tempo è necessario allenarsi tantissimo, vivere, respirare lo sport e il fitness tutto il giorno, tutti i giorni dell’anno. Praticare svariati sport e studiare di continuo nuovi esercizi, imparare ad approcciarsi alle diverse tipologie di persone, solo così è possibile costruirsi una certa continuità all’interno del settore, altrimenti si rischia di essere fagocitati all’interno di un marasma inutile e mediocre.
Buona fortuna e grinta ragazzi!

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2 pensieri su “Diventare preparatore atletico: passione, pazienza e amore per lo sport

  1. caputo

    salve, correre al mattino, è il modo peggiore per cercare di dimagrire: brucia la massA Mgra, rallenta il metabolismo e stressa l’organismo quante volte vi sentite dire ripetere questa frase? Magari dall’amico che corri di domenica mattina o dal tizio di turno che si improvvisa istruttore in palestra? Benissimo, ora è importante fare alcune precisazione.Correre al mattino va benissimo, ma a digiuno, con la mente concentrata a digiuno per dimagrire! IN CONCLUSIONE OVVIAMENTE…. CORRERE A DIGIUNO PER DIMAGRIRE? NO, GRAZIE… E’ IMPORTYANTE INIZIARE LA GIORNATA CON UNA CORRETTA DOSE DI NUTRIENTI ED ASPETTARE LA DIGESTIONE PRIMA DI SVOLGERE ATTIVITA FISICA INTAL SENSO AUGURI A TUTTI! GENNARO CAPUTO

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