Premio Valeria Solesin: come valorizzare il talento delle donne

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«È così che si ricorda una ricercatrice. La ricerca è ciò che fa andare avanti la società».
Queste le parole che Luciana Milani, mamma di Valeria Solesin, ha rivolto ai 10 vincitori del premio intitolato a sua figlia, uccisa nella strage di Parigi del 2015.
Un’iniziativa promossa da Allianz e dal Forum della meritocrazia che offre premi in denaro e stage ai laureati che svolgono tesi sul talento femminile.

«Sono studi importanti per 2 ragioni. I contraccolpi immediati della crisi economica, come la chiusura di tante aziende, li hanno pagati soprattutto gli uomini. Ma gli effetti a lungo termine, a partire dai tagli al welfare, saranno pesanti per le donne. Intanto nell’agenda dell’Unione europea la parità di genere è “scavalcata” da altri temi ed è quasi data per scontata. C’è, invece, tanto da fare». Afferma Renata Semenza, presidente del Comitato scientifico del premio e docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’università degli Studi di Milano.

Dieci i vincitori che hanno trattato argomenti attuali e importanti per la valorizzazione del talento femminile, come l’orario flessibile per favorire la conciliazione di tempi di vita e lavoro, l’utilità delle quote rosa, l’allungamento dei congedi di paternità, maggiori incentivi per le imprenditrici, interventi a sostegno della maternità, la meritocrazia di tutte le donne, la valorizzazione delle manager ai vertici, le quote rosa nei processi di selezione aziendale e l’aumento dei servizi per bambini e anziani.

Durante l’assegnazione del premio è stata anche presentata una ricerca di MSL Italia, svolta attraverso siti e social networks. È emerso che si è parlato di talento femminile in 5700 conversazioni via web. Nel 77% dei casi è stato citato con riferimento al mondo dell’arte. Le conversazioni online in cui si è parlato di donne e lavoro sono state 107.000 nell’ultimo anno e nel 46% dei casi l’attenzione si concentrava sul tema della violenza e delle discriminazioni.
Altre questioni dibattute: il doppio lavoro tra casa e ufficio (22%), le differenze tra uomo e donna (16%), la capacità di leadership delle donne (9%) e il salario femminile spesso inferiore a quello degli uomini (7%). In entrambi i casi (talento e lavoro) 7 partecipanti alla conversazione su 10 sono state donne.

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