Il linguaggio del corpo nei colloqui di lavoro

colloquio di lavoro

fonte: http://blog.vikingop.it/

Consigli per migliorare e avere maggiori possibilità di ottenere lavoro

Non abbiamo la certezza di dare una risposta ai vostri interrogativi. Non ci sono guide perfette che vi assicurano il lavoro, ma si può fare tesoro di consigli e suggerimenti per migliorare e avere maggiori possibilità di ottenerlo. Da tempo affrontiamo l’argomento colloqui di lavoro , sia dal punto di vista dei recruiter che dal punto di vista dei candidati. Questo rappresenta un momento fondamentale per conquistare l’ambito “trofeo” dopo tanti sacrifici. Il lavoro dei sogni, quello cercato da tempo o semplicemente quello che fa più comodo. Siete lì a lottare giorno dopo giorno con la speranza di un sì. Magari affrontando colloqui su colloqui senza però avere mai successo. E così arrivano i dubbi, le perplessità e lo sconforto. “Perché nessuno mi prende? Continuo a fare colloqui ma il mio curriculum sembra non interessare nessuno”. E pure sembra tutto perfetto. Da come sistemare il curriculum a come affrontare un colloquio fino addirittura all’importanza della voce. E se il problema fosse il linguaggio del corpo?

Il linguaggio del corpo in un colloquio di lavoro, gli errori da evitare

Partiamo dalle basi. Entri nella stanza e stringi la mano a chi deciderà il tuo futuro. Già questo è il primo segno da non sottovalutare.

Una stretta di mano debole segnala mancanza di fiducia. Una stretta troppo forte potrebbe essere invece interpretata come un tentativo di dominio. La domanda quindi sorge spontanea: “Ma allora che devo fare durante un colloquio di lavoro?”. La vostra stretta di mano deve essere ferma, ma non spaccaossa. Sicura ma senza esagerare. Solo così la fase uno sarà superata. Dopo il classico chiacchiericcio per rompere il ghiaccio arriva il vero e proprio colloquio. In quel momento il contatto visivo è importantissimo. Le persone che evitano lo sguardo o sono sfuggenti con gli occhi, possono trasmettere sensazioni negative.
A confermarlo è Travis Bradberry , autore di Intelligenza Emotiva 2.0: “Guardando verso il basso quando si parla si evidenzia la mancanza di fiducia e di autostima“. Bradberry segnala anche dei comportamenti assurdi che possono però capitare durante il colloquio: “Evitate assolutamente di guardare l’orologio o addirittura controllare il proprio smartphone. Scelte del genere denotano generalmente mancanza di educazione. Nel caso specifico di un colloquio di lavoro, implica disinteresse e mancanza di rispetto”. Così come per la stretta di mano, anche per il contatto visivo il troppo stroppia. Prolungare il contatto con gli occhi può essere interpretato come aggressività. Bisogna rompere il contatto visivo ogni sette o dieci secondi durante il colloquio. Secondo Bradberry, “Il nostro modo di interrompere il contatto invia un messaggio”.

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Foto di oltreuomo.com

Il linguaggio del corpo parla di te

Dopo aver affrontato la stretta di mano e il contatto visivo, il colloquio entra nel vivo. Siete lì a mostrare entusiasmo e grande fiducia per convincere il recruiter. Ma forse gesticolate troppo. Può dare l’idea di essere frenetici e caotici, qualità che non si cercano in potenziali dipendenti. Inoltre muoversi molto può rappresentare una compensazione per colmare un vuoto di contenuti. Ciò che bisogna fare sono piccoli, semplici gesti per trasmettere apertura e onestà, ispirare fiducia e sottolineare dei concetti.
Altro movimento da evitare è quello di mettere le mani dietro la schiena o in tasca. Va bene non gesticolare, ma sembrare rigidi e inavvicinabili non migliora le cose. È dimostrato che un gesto simile può trasmettere irrequietezza o addirittura falsità e disonestà. Ma in tutto ciò è ammesso sorridere? Sì, anche perché essere accigliati segnala dispiacere, mentre un sorriso richiama sempre sentimenti positivi e contribuisce a dare una buona impressione.

L’importanza della postura

Dato che siete ad un colloquio e non in palestra, è sconsigliato essere dinoccolati. Avere una giusta postura denota interesse e rispetto. La gente spesso associa il potere con la quantità di spazio occupato; una buona postura vi aiuterà a sembrare più sicuri di voi. Secondo businessinsider.com: “la quantità di spazio si riempie e così denota il controllo e l’affermazione”. Un concetto simile può essere accostato anche quando si incrociano le braccia o le gambe. Un movimento del genere può farti sembrare meno accessibile e comunicativo durante un colloquio perché crea una barriera fisica tra voi e l’intervistatore. Questo gesto può anche farti apparire sulla difensiva. Altra abitudine da evitare, per non essere identificati come persone chiuse, è quello di poggiare le proprie mani lungo il corpo. Inoltre cercate di resistere all’impulso di agitarvi. Provate a comportarvi con naturalezza, agitarsi implica una mancanza di fiducia o può essere percepita come un segno di disinteresse, noia ed insicurezza.

Ciò che conta in un colloquio di lavoro è la naturalezza

È vero, forse ci sono troppe regole da tenere a mente, ma anche i dettagli fanno la differenza. Quindi continuiamo con la rassegna e parliamo della distanza da tenere tra voi e il recruiter. Bisogna essere rispettosi e non invadenti. Ogni singolo movimento può essere rimandato all’ambiente lavorativo, quindi compiere un errore può portare ad un fallimento. Ovviamente, ma questa è educazione allo stato puro, si dovrebbe anche evitare di toccare il vostro intervistatore, ad eccezione della stretta di mano.
Allo stesso modo evitate di sistemare troppo i capelli (segno evidente di stress) e toccarvi il volto, perché denota insicurezza. Occhio anche a non distrarvi e fate sempre attenzione alle parole del recruiter. Se le espressioni facciali non corrispondono alle parole, si dà l’impressione di non essere degni di fiducia e questo può turbare il vostro intervistatore. Assicuratevi quindi che il vostro volto rifletta adeguatamente la conversazione.

Ciò che dicono le mani in un colloquio di lavoro

Concludiamo questa mini guida con le mani, che a volte più degli occhi sono lo specchio della personalità di ognuno di noi. Meglio quindi tenerle aperte, rilassate e visibili. È sconsigliato invece stringere i pugni perché è un segno della vostra chiusura. Giocherellare con una penna o mischiare i documenti è sinonimo di ansia e poca preparazione. Cercate di tenere le mani sempre visibili evitando di toccare oggetti.
Insomma, vi abbiamo dimostrato l’importanza del linguaggio del corpo in un colloquio di lavoro. Spesso sottovalutata, rappresenta un fattore determinante: pochi datori di lavoro, infatti, rischierebbero di assumere un candidato che non convince a livello relazionale. Prima di affrontare un colloquio, quindi, date spazio alla preparazione del proprio linguaggio non verbale, magari ricordandovi del nostro blog.

Claudio Cafarelli

Claudio Cafarelli

Classe '85. Fondatore e direttore responsabile di MaiDireCalcio, testata giornalistica sportiva. Istintivo sognatore napoletano, laureato in Economia e giornalista pubblicista per passione. Vivo sulla terra, ma il mare è il mio habitat naturale.
Claudio Cafarelli

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