Fa causa alle aziende a cui invia il CV per essere risarcito

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colloquio lavoro curriculum

Genio o truffatore? È questa la domanda che tanti si pongono quando vengono a conoscenza della storia di Cory Groshek. L’uomo, che vive in Wisconsin, è riuscito ad ottenere risarcimenti per oltre 230mila dollari. Come? Grazie all’invio del proprio curriculum. Una metodologia decisamente controversa. A quanto pare infatti c’è un cavillo giudiziario che ha permesso a Groshek di essere risarcito dalle aziende che avevano ricevuto la sua candidatura.

Il no della Time Warner Cable

La sua storia è venuta fuori dopo una controversia con i legali di Time Warner Cable. Era una delle numerose aziende alle quali si era presentato per un posto di lavoro. Il reparto legale non ha accettato un accordo extra-giudiziale e ha deciso di procedere per le vie legali, rendendo inoltre pubblica la vicenda.

Risarcimento danni state of mind

Il tabloid inglese The Mirror ha cercato di ricostruire l’intera vicenda. A quanto pare Groshek si sarebbe candidato nell’ultimo anno e mezzo a oltre 560 offerte di lavoro da parte di grandi aziende. Il suo scopo però era quello di non essere assunto. Tutto questo perché l’uomo ha scovato violazioni della legge nel processo di assunzione. In questo modo era legittimato a chiedere un risarcimento danni. Una volta incappate nell’errore, le aziende venivano puntualmente minacciate ed invitate a pagare l’uomo.

Una carriera da truffatore

Nel corso della sua “carriera”, Groshek ha incastrato 46 aziende. Ben venti  avrebbero raggiunto un accordo con l’uomo, concedendogli risarcimenti tra i 5.000 e i 35.000 dollari. Se il ricatto non riusciva al primo colpo, l’uomo aveva un piano B. Le minacce di fare causa non erano solo in nome proprio, ma anche a nome di tutti i dipendenti recentemente assunti. Secondo la legge, ciascuno avrebbe avuto diritto ad un risarcimento relativamente modesto (fino a 1.000 dollari), ma nel caso di grandi imprese il numero di dipendenti (e di candidati) elevato espone al rischio di risarcimenti consistenti, senza contare i costi di un processo negli USA.

Le lacune del FCRA

Per orchestrare questo metodo, Groshek si è informato minuziosamente. Si dice che abbia spulciato ogni singola frase del Fair Credit Reporting Act (FCRA). Tutto grazie ad una discussione. Era il 2014 quando un avvocato gli aveva fatto scoprire che la legge è spesso violata da molte aziende nella selezione dei dipendenti. Secondo quanto dichiarato da Groshek, la violazione della legge è un dato di fatto. Ovviamente ha tutte le prove per dimostrare che le sue richieste sono legalmente e assolutamente fondate. Fermatevi però. Se avevate pensato ad un’idea simile anche in Italia, dimenticatela. Qui non sono fattibili violazioni di leggi che regolano la selezione dei dipendenti.

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Claudio Cafarelli

Claudio Cafarelli

Classe '85. Fondatore e direttore responsabile di MaiDireCalcio, testata giornalistica sportiva. Istintivo sognatore napoletano, laureato in Economia e giornalista pubblicista per passione. Vivo sulla terra, ma il mare è il mio habitat naturale.
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