Benefit, meglio il cane a lavoro che l’auto aziendale

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Cambiano le priorità, cambiano i desideri e le scelte, anche quando si parla di benefit aziendali. Se prima l’ideale per tanti era poter usufruire di un’auto in leasing, ora ciò che si desidera è avere il proprio amico a quattro zampe sul posto di lavoro. Secondo una ricerca Ipsos condotta in otto Paesi, tra cui l’Italia, la possibilità di andare in ufficio con il proprio cane è al terzo posto tra gli incentivi richiesta. Circa il 41% degli intervistati opta per questa soluzione. Per la cronaca al primo posto c’è il lavoro agile mentre al secondo posto la possibilità di gestire al meglio il tempo lavoro e il tempo libero.

Pets at work, l’iniziativa di Purina

A commissionare la ricerca è stato Purina, azienda del gruppo Nestlè. Del resto il gruppo ha sempre puntato sulla creazione di ambienti di lavoro aperti ai cani. Un piano della sede è pet friendly. I cani dei dipendenti sono liberi di circolare ovunque pur avendo anche una stanza a loro interamente dedicata. Ma anche un’area break per bere, mangiare e per essere asciugati e ripuliti dopo una passeggiata. Marco Travaglia, il direttore generale Sud Europa per Purina, ha spiegato a Il Corriere.it la scelta dell’azienda: “Non è legata al fatto che noi ci occupiamo di animali domestici, anche se questo ovviamente aiuta . Tutte le aziende moderne, soprattutto quelle che hanno un’organizzazione di lavoro flessibile come per esempio quelle tecnologiche, potrebbero tranquillamente adottare il nostro modello”.

Le regole per partecipare al progetto

Travaglia sottolinea lo scopo di questa iniziativa: “È una politica di welfare molto efficace. I nostri collaboratori sono felici e sereni perché si tolgono il pensiero di chi possa occuparsi del cane in loro assenza e la produttività ne guadagna. La presenza dei cani rende l’ambiente più sereno e rilassato. È positiva anche per chi non possiede cani”. Per poter accedere all’area pet friendly,  cane e proprietario devono conseguire un’abilitazione che certifica le buone condizioni di salute dell’animale, la sua attitudine a stare in mezzo alle altre persone senza disturbare e la capacità del suo padrone di gestirlo e controllarlo. Ogni giorno non possono essere più di dieci i cani presenti in contemporanea.

L’iniziativa Pets at work è stata elaborata con l’Università di Milano e con l’aiuto di veterinari. L’obiettivo è ambizioso, come spiegato da Travaglia: “Creare un’alleanza che conti almeno 200 soggetti entro il 2020. Dare vita ad un network di imprese amiche degli animali. Negli Stati Uniti un’azienda su cinque è già pet friendly, ma ci arriveremo anche da noi, siamo ottimisti”.

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Claudio Cafarelli

Claudio Cafarelli

Classe '85. Fondatore e direttore responsabile di MaiDireCalcio, testata giornalistica sportiva. Istintivo sognatore napoletano, laureato in Economia e giornalista pubblicista per passione. Vivo sulla terra, ma il mare è il mio habitat naturale.
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